L'uso della stevia in Italia

L’utilizzo dei derivati della Stevia come additivi alimentari è stato ammesso dall'Unione Europea e, pertanto, dall’Italia, nel mese di dicembre 2011 (Regolamento UE N. 1131/2011 della Commissione dell’11 Novembre 2011). 

Prima di tale data i glicosidi steviolici non potevano essere commercializzati nell'Unione Europea e, pertanto, anche la pianta, nonostante fosse vendibile, era difficilmente rintracciabile in commercio.

Da novembre 2011 le cose sono cambiate! Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sugli additivi alimentari, il gruppo ANS, ha infatti valutato, dopo decenni di studi, la sicurezza dell'utilizzo dei glicosidi steviolici come additivi alimentari, ovvero di dolcificanti estratti dalle foglie della pianta, e ha autorizzato la commercializzazione degli stessi. Questo ha aperto il mercato anche alla vendita delle piante fresche.

Si noti che esiste una grande differenza tra l'uso di estratti concentrati in una produzione industriale (=additivo alimentare) e il consumo di foglie fresche in cucina (=ingrediente al pari di basilico, timo, menta, succo di limone, etc etc) e che l'uso della foglia fresca non è mai stato vietato.

In generale, comunque,  che il potere dolcificante di tali sostanze, quali gli steviosidi e i rebaudiosidi, è dalle 40 alle 300 volte superiore a quello degli altri edulcoranti e, in particolare, del comune zucchero. Ne segue che l'utilizzo della Stevia è doppiamente sicuro:

  • i principi attivi sono sicuri
  • l'alto potere dolcificante fa sì che se ne utilizzino quantità piccolissime, trascurabili anche in soggetti di basso peso come i bambini

Nel caso di foglia fresca in cucina il contenuto di steviosidi e glicosidi è normalmente inferiore al limite imposto agli additivi concentrati, rendendo l'uso della stessa ancor più sicuro.

 

Un po' di storia

In tutta l'America meridionale la stevia è usata da sempre come dolcificante. La Stevia Rebaudiana è, infatti, conosciuta già da diversi millenni dai popoli Guaranì della regione amazzonica, i quali la usano da sempre per il suo potere dolcificante.

Essi la chiamavano “Kaa he-he" (termine nativo, che si traduce con la parola “erba dolce”), e la utilizzavano per coprire il gusto amaro dell’Ilex paraguayensis, pianta con cui preparavano un infuso chiamato “Mate” (un infuso simile al the, tipico del Paraguay) e per la preparazione di pozioni medicinali.

La pianta è sempre stata utilizzata anche direttamente, per il suo sapore dolce, dato che basta aggiungere le foglie alla ricetta per dolcificare il piatto o la bevanda.

La Stevia è normalmente consumata in molti Paesi, in alcuni di questi da molto tempo e senza particolari problemi. In molti Paesi è considerata meno dannosa di altri dolcificanti come l'Aspartame o l'Acesulfame K.

Spesso è considerata una pianta medicinale, ma allo stato attuale della normativa la stevia è da considerarsi una pianta erbacea aromatica e non officinale.

 

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